09 Set 2025
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Il modo in cui gli altri ti trattano fa parte del loro cammino.
Il modo in cui reagisci fa parte del tuo.
Qualche giorno fa ho letto questo mantra yoga, che mi ha fatto riflettere.
A volte le parole degli altri ci feriscono, ci sminuiscono e ci lasciano con il morale a terra.
Per quanto tempo permettiamo a queste parole di entrarci nella testa e nel cuore?
A seconda di chi le pronuncia, possiamo dare tanto tanto peso a queste parole e portarcele dietro per molto tempo.
A volte a colpirci sono persone che fingono di farti un complimento, ma usano un tono di voce che ti lascia un po’ perplessa, in sospeso, quasi dovessi aspettarti l’arrivo di una mazzata. E infatti, subito aggiungono qualcosa che ti ferisce e che annulla completamente la frase di apprezzamento di poco prima.
“Ma guarda, ce l’hai fatta!…Si vede che era facile!”
“Che bella borsetta!…Non puoi averla scelta tu, te l’avranno regalata!”
“Oooh, che lavoro hai fatto!…Allora ogni tanto fai qualcosa anche tu”
Tieni a mente che queste frasi dicono molto di loro, del loro percorso. Ma nulla di te.
Quello che fa parte del tuo cammino è invece il tuo modo di reagire.
Se le parole possono essere pietre, è chiaro che quando te le lanciano contro, fanno male.
Ma possiamo sempre imparare a schivare sia le pietre, sia le persone che hanno l’abitudine di lanciarle.
Come?
Hai presente quando indossi un bel paio di occhiali a specchio?
Tutto ciò che vedi, si riflette sulle lenti. I tuoi occhiali restituiscono ciò che vedi, lo rimandano nell’ambiente circostante. Le lenti sono piene di quello che è attorno a te, non di quello che sei tu come persona.
Immagina adesso di avere davanti a te una persona che ti sta trattando male: indossa i tuoi occhiali a specchio.
Le parole offensive, le illazioni, le maniere subdole: tutto si riflette nei tuoi occhiali, esattamente come un panorama.
E’ il riflesso della persona che sta davanti a te. Queste brutte parole riflesse raccontano chi hai di fronte, mentre non dicono assolutamente niente della persona che sei tu. Al limite, in quel momento i tuoi occhiali a specchio dicono qualcosa del posto in cui ti trovi: se il panorama fa schifo, se il paesaggio è costellato di offese, sicuramente sei nel posto sbagliato.
Ecco perché puoi andartene in tutta tranquillità, sentendoti bene e in pace con te stessa.
Quando ero piccola, con gli amici facevamo un gioco che chiamavamo “Specchietto”.
Se qualcuno diceva una cosa sciocca o brutta a un altro, subito si urlava “Specchietto!” facendo roteare il palmo della mano verso chi offendeva, come se la mano fosse uno specchietto nel quale facevi riflettere le parole brutte che erano state dette. L’offesa tornava subito al mittente, riflessa da tante manine-specchio. A quel punto era tutta roba sua, e il tiratore di pietre ci rimaneva anche male, per cui smetteva subito, offeso dalle specchiate.
Lo so, è una cosa da bambini.
E’ un gesto buffo, simbolico. Ma ha il potere di migliorare l’umore al solo pensarci.
Immaginati di farlo, anche solo nella tua mente, mentre chi hai davanti ti tratta male.
Anche un leggero sorriso dentro di te aiuta a vivere la situazione con uno stato d’animo diverso, ti risolleva subito un po’ e ti permette di passare più facilmente alla fase 2: un piacevole e consapevole distacco emotivo da quelle parole.
A maggior ragione quando queste persone sono tuoi famigliari, e fai fatica ad evitarli o ad andartene subito via: dentro la tua mente, gioca a specchietto!
Come fai a prendere le distanze emotivamente?
Continua a sorridere dentro di te, come se la persona che hai davanti fosse un bambino, e guardalo con i tuoi occhi, il tuo cuore e la tua mente di adulta.
Quanto è triste, solo, insicuro e sfiduciato quel bambino, che ti aggredisce gratuitamente?
Per te è faticoso sopportarlo durante il tempo che vi vedete, quanto dev’essere difficile per lui, convivere con se stesso H24?
Senti come questi pensieri cambiano immediatamente la percezione di quello che è successo, avverti dentro di te la capacità di poter prendere le distanze e guardare la situazione sentendoti centrata, in equilibrio.
Sei pronta per la fase 3: sentiti libera di diradare in tutta tranquillità le occasioni in cui vedersi, perché te lo devi: è un gesto di amore e responsabilità verso se stessi.
E anche questa è una parte fondamentale del tuo cammino.

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Ho iniziato a interessarmi alla crescita personale e al Coaching dal 2012. Ma la vera svolta per me è arrivata quando ho deciso di sperimentare il Coaching su di me per lavorare su alcuni obiettivi e ritrovare la mia solarità ed energia.
Oggi mi occupo a livello professionale di Coaching in ambito Life, Business e Sport.
Lavoro soprattutto con le donne, alle prese con questioni legate alla propria vita professionale e personale.
Da sempre mi interesso anche ai più giovani, che sentono la necessità di capire e riflettere sulle scelte da compiere, per orientarsi al meglio negli studi o nel percorso lavorativo da intraprendere.
Ogni volta seguo le persone in modo diverso e personalizzato, costruendo il percorso di coaching più adatto: l’unica costante è la qualità del tempo che dedico loro.
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