Conosci una persona che ha una vera fissazione per un determinato argomento?

Immagina: stai camminando tranquillamente per strada, quando a un certo punto intravedi da lontano proprio quella persona.

Passo dopo passo vi avvicinate, e prima ancora di fermarti a scambiare due chiacchiere, ti rendi conto che sai già perfettamente di cosa ti parlerà.

Può essere un amico appassionato di calcio, di cucina o anche…qualcuno che parla sempre di disgrazie e malattie!

Che sia un argomento stimolante o che si tratti di temi spiacevoli, sappi che questa specie di chiodo fisso non è affatto colpa sua. Almeno, non completamente.

Secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications e condotta da psicologi della Queen’s University (Canada), ogni persona fa in media 6.200 pensieri al giorno.

Di questi 6.200 pensieri di oggi, il 95% è fatto dagli stessi identici pensieri formulati ieri…che saranno gli stessi di domani!

Andare in fissa è un rischio che corriamo tutti.

Per di più, sembra che almeno l’80% dei nostri pensieri sia composto da pensieri negativi.

Non serve un genio della matematica per capire che il nostro cervello può diventare una bella trappola: siamo in grado di formulare ogni giorno quasi 5000 pensieri negativi e ricorrenti!

Considerato che il nostro cervello tende a formulare ogni giorno migliaia di pensieri negativi, allenarsi al pensiero positivo non è più soltanto una velleità da inguaribile ottimista, ma diventa una necessaria operazione di ripristino dell’equilibrio.

Invece che intossicare la tua mente 5000 volte al giorno, puoi aiutare il tuo cervello a stare meglio.

Immagina quale impatto sulla salute psicofisica ottiene chi inizia a formulare giorno dopo giorno pensieri positivi.

Una volta preso il nuovo ritmo, proprio perché il cervello tende a riproporre sempre gli stessi pensieri, farebbe tutto da solo: significa che con un micro allenamento, andresti alla grande con un filo di gas!

In ogni modo, se sei una persona che tende a pensare negativo, puoi comunque sentire gratitudine verso la tua mente, perché compie il suo dovere in modo esemplare.

E così hai già fatto il primo passo per prendere una nuova, meravigliosa abitudine: quella di sperimentare la gratitudine.

L’uomo è naturalmente strutturato per il pensiero negativo: la nostra mente si focalizza sul pericolo, su ciò che può andare storto, piuttosto che soffermarsi su come sarebbe bello se filasse tutto liscio.

C’è una motivazione antica alla base di tutto questo: per i nostri antenati la priorità era assicurarsi la sopravvivenza.

Il pensiero negativo era fondamentale: immaginare tutti i pericoli che avrebbero potuto presentarsi appena usciti dalla caverna, in modo da poterli evitare, era molto più utile che immaginare che fuori dalla grotta ci fosse una meravigliosa e lussureggiante radura, con un ruscello di acqua fresca e limpida, tanti alberi pieni di frutta gustosa e cibo a volontà, senza alcun animale feroce nei paraggi.

Allora perché adesso si sente tanto parlare dell’importanza di allenarsi al pensiero positivo?

Perché anche se non ci sono più animali feroci in agguato, siamo sottoposti continuamente e ininterrottamente a un flusso martellante di informazioni terribili: sul mondo, sul clima, sulle guerre, sulla povertà, sulle malattie.

Queste notizie godono di una cassa di risonanza nei mass media e si propagano ed espandono dentro noi, alimentando sempre di più un certo tipo di emozioni, che si depositano strato dopo strato dentro di noi.

E dentro di noi, fanno danni.

Ci sono diversi studi che dimostrano che “il pensiero negativo ripetitivo” è collegato al declino cognitivo e all’accumulo di proteine cerebrali dannose, legate a diverse forme di demenza e all’Alzheimer. 

Le persone con forte tendenza a rimuginare sul passato, a deprimersi e a lasciarsi andare a pensieri negativi, dopo un certo numero di anni presentano un declino cognitivo più grave di chi invece riesce a vivere la propria vita con un atteggiamento più positivo.

Ecco perché allenarsi a formulare pensieri utili, positivi, incoraggianti diventa assolutamente fondamentale per il nostro benessere.

Questo non significa affatto pensare sempre e solo positivo: ci sono situazioni nelle quali pensare positivo sarebbe ridicolo.

In certi casi, come quando dobbiamo raggiungere un obiettivo, preparare un programma o effettuare un percorso particolare, pensare negativo focalizzandosi su rischi e imprevisti diventa fondamentale per la buona riuscita del nostro piano, perché ci permette di anticipare gli ostacoli e prevedere come poterli superare.

Paradossalmente, il “pensiero negativo” può quindi diventare un fattore che aumenta la probabilità di successo.

Ma questo modo di ragionare, finalizzato a un obiettivo o a un progetto, è cosa completamente diversa dal ripetersi costantemente nella mente frasi negative su di sé, sul mondo che ci circonda e sulle situazioni che abbiamo vissuto, stiamo vivendo o potremmo vivere.

Come distinguere il pensiero negativo utile da quello inutile?

Come capire se il tuo cervello sta facendo un buon lavoro oppure no?

Il pensiero negativo utile permette di pre-occuparsi in modo attivo, funzionale.

Porta all’analisi, alla valutazione, alla preparazione. E quindi alla pianificazione di come raggiungere un determinato risultato, un obiettivo. Anche rivedendo i tempi e facendo i dovuti aggiustamenti.

Chi pensa negativo in modo utile, attiva ogni competenza, abilità e capacità: alla fine, si concentra nella riuscita e nel successo della propria iniziativa.

Il pensiero negativo inutile, invece, si riconosce perché conduce a una preoccupazione sterile e fine a se stessa, che non porta da nessuna parte.

Una preoccupazione che logora e sfinisce, che lascia senza energie e che blocca nell’immobilità. Non solo impedisce di attivarsi per raggiungere un obiettivo, ma porta a ignorare quanto di buono c’è attorno a noi e preclude il godersi le situazioni belle della vita.

Come stimolare la mente al pensiero positivo?

Ecco 3 modi veloci che puoi utilizzare tutti i giorni:

  1. Fai un elenco delle cose/persone/situazioni della tua vita per le quali senti gratitudine. Ogni giorno aggiungi almeno 3 piccole cose per le quali sentirti grato: il caffè con un’amica, una serata in compagnia, un bel libro che hai letto, una passeggiata nella natura.
  2. Muoviti. Cammina, corri, balla, pedala, nuota. Fai quello che ti piace, ma muoviti. Il movimento aiuta il nostro corpo a produrre anche la chimica giusta per il nostro cervello.
  3. Respira. Se i tuoi pensieri vagano verso scenari che non ti fanno stare bene, fermati un attimo. Prenditi 3 minuti: possibilmente chiudi gli occhi. Mentre pensi al tuo luogo dei sogni, inspira con il naso contando fino a 7 ed espira con la bocca contando fino a 11.

E se pensare positivo non porta la felicità, figurati pensare negativo!

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