Giratempo offresi
Se la catenina giratempo di Hermione, in Harry Potter, ti ha sempre affascinato…Sei nel posto giusto!
E se non sai cosa sia, ma 24 ore spesso ti sembrano poche, ti volti indietro e hai la sensazione che gli anni siano volati alla velocità della luce, sei nel posto giusto anche tu.
In questo e nei prossimi articoli troverai riflessioni, strategie, trucchi e barbatrucchi per chi non ha mai abbastanza tempo per sé o per chi si chiede cosa diavolo stesse combinando per ritrovarsi improvvisamente nell’età adulta, e oltre. Lavoriamo insieme tramite un processo di elaborazione e consapevolezza che puoi intraprendere in autonomia, a partire dalle domande che troverai.
Ti consiglio di tenere un quaderno e diversi pennarelli colorati. Questo non è un racconto, anche se a volte può sembrarlo. E’ uno strumento di auto-coaching che lavora su di te, con te, per te.
Nei romanzi di J.K. Rowling, la giratempo è una lunga collana che Hermione riceve dalla sua insegnante di “Trasfigurazione”, la professoressa Minerva McGranitt, per poter frequentare diverse lezioni, in orari che si sovrappongono.
Al centro della Giratempo c’è una clessidra, che ruota su se stessa quando si gira una piccola manopola laterale. Ad ogni giro, si torna indietro nel tempo di un’ora.
La giratempo ha un grosso limite: non può portare nel futuro.
Tu, invece, al contrario della Giratempo, potrai fare anche un passaggio nel futuro e nelle sue infinite possibilità.
Si può fermare il tempo?
Sicuramente c’è qualcuno che è in grado di fare magie così potenti da fermare il tempo…ma chissà se usa bene il suo potere.
Ricordo perfettamente un istante in cui il tempo per me si è fermato.
Era una grigia mattina di novembre ed ero andata in ospedale a ritirare l’esito di un esame.
Entro nell’ambulatorio del medico, che mi riceve con il referto in mano. Lo guarda, muove un po’ i fogli alla rinfusa, alza la testa e mi dice: “Tutto bene signora!”
Sorrido, sto per rispondere “Ottimo, grazie”, quando lui prosegue: “Lei ha un tumore.”
Ecco, è esattamente quello il momento in cui il tempo per me si blocca, immobile.
Una manciata di secondi che durano un’eternità.
La magia delle parole.
Magia nera, in questo caso. 😉
Sorvolando sulle doti di comunicazione di quel simpatico dottore, se ti è capitato di vivere situazioni molto intense, avrai sperimentato anche tu, sulla tua pelle, che il tempo si ferma.
Ti auguro che fossero tutte situazioni meravigliose!
Ma la domanda è: Puoi fermare il tempo volontariamente?
Le ore lente
Non siamo qui a parlare di fisica o di fantascienza: per la nostra quotidianità, ci serve poco sapere che un astronauta nello spazio invecchia più rapidamente di chi rimane sulla terra, così come è poco utile fantasticare se tra noi esistono davvero i viaggiatori del tempo…Anche se sono argomenti affascinanti.
Quando corriamo tutto il giorno, come criceti nella ruota, quello che davvero conta è capire se e come possiamo rallentare un po’, o fermare la ruota per riprendere fiato e riuscire a fare ciò che per noi è importante.
C’è stato un periodo della nostra vita in cui eravamo veri esperti nel fare magie con il tempo.
Hai mai osservato attentamente i bambini mentre giocano?
Sanno fare potenti incantesimi:
il tempo per loro si ferma, e guai a richiamarli senza preavviso per portarli da un’altra parte.
I bambini vivono completamente assorti in quello che fanno:
in un attimo la scrivania diventa la caverna dei pirati, un vecchio scatolone si trasforma in un bolide che sfreccia sulle piste e l’armadio della nonna è il laboratorio segreto di uno scienziato pazzo.
Come per incanto, il tempo non esiste più, l’ambiente si trasforma completamente e loro diventano i protagonisti di mille avventure.
Il tempo si dilata, scorre senza fretta e ogni istante regala imprese millenarie, pericoli inenarrabili, vittorie epocali.
Anche tu hai queste capacità dentro di te, solo che non sei più abituata ad usarle, ed è probabile che non le alleni più da molto tempo.
Un po’ come i muscoli: se non li alleni perdono di tono, si atrofizzano. Ma sono sempre e comunque dentro di noi.
Sei certamente consapevole di percepire il tempo in modo diverso, a seconda del contesto in cui ti trovi:
un’ora di fila all’Ufficio Postale dura un’eternità, un’ora di divertimento o di relax tutta per te, vola via alla velocità della luce.
Ma il tempo scorre in modo diverso non solo in base a dove ti trovi e a cosa devi fare in quel contesto.
Dipende soprattutto da come tu scegli di comportarti, dalle capacità e dall’impegno che impieghi per trarre il meglio o per dare il peggio.
Dai motivi che ti spingono ad agire in un modo invece che in un altro, e anche dal ruolo che rivesti in quel contesto.
Insomma, dipende molto da te.
La festa
Immagina di andare a una festa.
Scenario A
Ti guardi intorno, sorseggi una bibita, rimani in disparte e fai da tappezzeria.
Osservi a distanza, ma appena qualcuno incrocia il tuo sguardo, abbassi gli occhi, ti giri rapida dall’altra parte e fai finta di nulla.
Forse pensi di essere poco interessante, di non avere argomenti di conversazione e di essere fuori posto: gli altri sembrano conoscersi tutti, sei tu l’unica che non conosce nessuno.
Quanto velocemente passerà il tempo?
Quanto potrai mai divertirti?
Scenario B
Decidi di scambiare due parole con una persona che è proprio accanto a te. Nel giro di pochi minuti ti rendi conto di avere qualche conoscenza e amicizia in comune.
Si crea un piccolo gruppo, si chiacchiera, qualcuno propone di ballare e la festa prende tutta un’altra piega.
Il pensiero di essere fuori posto, se ti ha sfiorato inizialmente, è evaporato come neve al sole.
Quanto velocemente passerà il tempo, questa volta?
Stessa festa, comportamenti diversi.
A volte basta poco. A volte serve qualcosa in più.
Ma rallentare o accelerare il tempo è davvero in tuo potere.
Adesso che hai letto questo esempio, forse ti rendi conto che lo sapevi già…Ma molto probabilmente, non sfrutti mai a pieno questo tuo potere.
Va bene lo stesso, se è una scelta consapevole: hai tutto il diritto di decidere di passare una serata noiosa nel quale il tempo sembra non scorrere mai.;-)
Le ore veloci
Passato il tempo delle magie dell’infanzia, si entra nella “Terra di Mezzo”: una dimensione nella quale il tempo vacilla, cambia, si trasforma e ritrasforma.
Esattamente come il periodo che si vive a quell’età.
Il tempo dell’adolescenza è un periodo contraddittorio, un alternarsi di tempi e sensazioni: dalla estenuante e monotona lentezza di lunghe ore trascorse tra scuola e studio, alla tumultuosa accelerazione dei minuti e del battito cardiaco dei primi amori.
Sono solo istanti, eppure vibrano di eternità.
È un tempo in cui sai ancora fare magie, ma cominci a dubitare che la magia esista.
L’adolescenza è anche il tempo dell’impazienza, del tutto e subito, dell’andare veloci incontro al domani per abbracciare il futuro.
E in un attimo, quel futuro è passato. Come un treno dell’alta velocità, ma con una puntualità inesorabile.
E’ arrivata l’età adulta.
Il rischio è ritrovarsi fermi davanti ai binari, a chiedersi: ma quando è successo?
Dov’ero? Cosa facevo? Quand’è che gli anni hanno iniziato a fondersi uno dentro l’altro?
A proposito di adolescenza, ti ricordi il primo bacio?
Chiudi gli occhi, torna con la mente a quel momento: dove sei, all’aperto o al chiuso? Chi c’è con voi? Piove, nevica, c’è il sole? E’ giorno o sera? C’è silenzio o si sente la musica? E se si sente della musica, scommetto che te la ricordi ancora perfettamente.
L’emozione intensa ha fermato per sempre nel tuo cuore quel momento.
E se tu potessi mettere un pizzico di emozione in più in quello che fai?
Attenzione alle domande che ti fai
Se è vero che domandare è sempre lecito, figuriamoci se non lo è porre domande a se stessi.
Esistono però domande utili da farsi, e altre domande che sono molto meno utili, addirittura dannose.
Presta sempre attenzione a quello che sussurri nella tua testa, perché domande sbagliate ti conducono a risposte sbagliate.
Risposte sbagliate, ti portano a sensazioni poco utili, che ti conducono ad azioni poco intelligenti.
Il cervello, infatti, riceve lo stimolo a cercare la risposta in base alla domanda che gli poni:
però lui ha un obiettivo tutto suo, che non è aiutarti a stare meglio, ma farti risparmiare energia.
Quindi, nel trovare la risposta, è probabile che, per farti fare meno fatica, ti suggerisca qualcosa di poco utile, qualcosa che gli viene in automatico perché l’hai allenato per anni, senza saperlo né volerlo.
Se ti chiedi: “Ma perché capitano tutte a me?!” il tuo cervello risponderà velocissimo e urlando a squarciagola “Perché sei sfortunata! Perché non te ne va dritta una!”
Utile? No.
Abbandona per un attimo le domande che iniziano con perché, come “Perché il tempo mi è volato via tra le dita?” e pensa invece a domande più utili,
che cominciano con un bel “Come” o con un “Cosa”:
- Come posso migliorare questa situazione?
- Cosa posso fare io per avere del tempo in più?
- Come posso godermi il tempo che ho?
- Cosa non ho ancora sperimentato?
- Cosa o chi potrebbe aiutarmi in questo?
La vita da adulti è spesso una continua corsa tra scadenze, doveri, responsabilità.
Invece di esasperarsi per questo ritmo, vale la pena fermarsi un attimo per chiedersi:
Come posso vivere del tempo che abbia davvero valore?
Fino a qui hai scoperto:
1. Le tue capacità innate di rallentare il tempo
2. La tua abilità di godertelo profondamente in ogni istante, come un bambino quando gioca
3. Che la tua percezione della velocità del tempo dipende da come decidi di comportarti, quindi è in tuo potere
4. L’importanza di farsi le domande giuste: quello che ti dici dentro di te, può creare magie splendide o diventare magia nera
Nel prossimo articolo scopri come trasformare la consapevolezza in azioni concrete. Perché la consapevolezza è un buon primo passo, ma poi bisogna agire.
