Non intendo parlare di raccolta differenziata, ma di quei rifiuti che bruciano dentro: un NO sul lavoro, una porta chiusa in faccia, una relazione che finisce.

In questo periodo sto incontrando tante persone che mi raccontano di quanto si sentono deluse.

Se avessi chiesto un euro a chi mi ha detto

“Non sono stata scelta”
“Mi hanno rifiutato”
“Ancora una volta mi sono sentita dire NO”

a quest’ora avrei potuto nuotare in un mare di monete sonanti, come zio Paperone.

Una specie di epidemia.

Perché i rifiuti ci pesano

Ci sono passata anch’io diverse volte, so che non è piacevole.
Ricordo in particolare un colloquio di molto tempo fa, in cui mi dissero che non potevano prendermi perché ero “troppo qualificata”. Uscii da quell’azienda veramente arrabbiata. Sentirsi dire parole del genere e dover rimanere disoccupata…Son soddisfazioni!

E’ sicuramente vero che per un’azienda non ha senso assumere una persona che poi rischia di andare via nel giro di poco, ma il concetto suona un po’ come il classico “Non sei tu, sono io. Tu meriti di meglio”.

Il punto è che i rifiuti pesano perché di solito li leggiamo nel modo sbagliato:
non come un giudizio su una situazione specifica, ma come un giudizio su di noi.

Un brutto voto a scuola non sembrava mai un semplice voto: era come se valessi poco tu, non solo il tuo compito.

Questo schema ce lo trasciniamo dietro per anni.

Come trasformare i rifiuti

Per rompere questi vecchi schemi, ti propongo un esercizio.
Pensa a un rifiuto recente e rispondi a queste domande, per iscritto:

1. Per che cosa, esattamente, non sei stata scelta?
2. Era proprio ciò che desideravi davvero, o più un ripiego?
3. Da zero a dieci, quanto ti rappresentava nel profondo, quella situazione?
4. Da zero a dieci, quanto sei sicura che quella persona o quel contesto, fossero proprio giusti per te?
5. Se tu potessi guardarti attorno e scegliere in totale libertà, sarebbe esattamente quella la tua prima scelta?

Quest’ultima domanda è cruciale.

Spesso crediamo di scegliere liberamente, ma in realtà stiamo solo pescando tra ciò che ci viene messo davanti.

Il tranello del supermercato

Hai presente quando vai al supermercato? Quanta scelta ti sembra di avere, davanti a te!
Sei portata a credere di essere davvero libera di scegliere.
Invece, le tue scelte sono limitate da ciò che qualcun altro ha deciso di comprare ed esporre per te.

E così, a volte succede che allunghi la mano e metti nel carrello un cespo d’insalata mezzo appassito.
Lo vedi che non è come lo vorresti, ma è lì, in mezzo ad altri cespi altrettanto appassiti, e un po’ di insalata, a casa, ci vuole.

Quanti “cespi di insalata” stai accettando nella tua vita?

I rifiuti più dolorosi non sono quelli che riceviamo dagli altri, ma quelli che infliggiamo a noi stesse quando smettiamo di offrirci alternative.

Cosa puoi fare da oggi

Rifletti per iscritto su questi punti:

1) Quali NO ti sei già detta in partenza, senza nemmeno provarci?
2) Quali opzioni puoi aprire davanti a te, per fare scelte più allineate al tuo sentire?

Se l’opportunità appena sfumata era quella giusta per te, considera questo rifiuto come un allenamento:

1) Cosa puoi fare oggi per diventare la persona che sarà scelta la prossima volta?
2) Dove puoi apprendere nuovi strumenti, atteggiamenti, competenze?
3) Quali altre strade conducono a quella stessa meta?

Puoi lasciarti ammorbare dai rifiuti che ricevi, oppure puoi decidere di trasformarli in occasioni per chiarire la tua direzione. E da lì, pianificare e cominciare a fare i passi che sei disposta a intraprendere.

Il tuo potere non se ne va mai con un no o con un rifiuto: il potere resta nelle tue mani, in ciò che decidi di fare da quel no in poi.

Se senti che questi rifiuti ti stanno bloccando e vuoi trasformarli in nuove possibilità concrete, contattami.

Ti accompagno a ritrovare fiducia, ampliare le tue opzioni e compiere scelte allineate e in armonia con la parte più profonda di te.

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