Un po’ te lo sentivi, che non era andata benissimo…Ma quando clicchi per aprire il portale e controlli l’esito dell’esame, trattenendo il respiro, per qualche istante ti aggrappi ancora a un filo di speranza.
Speranza che svanisce in un attimo, accidenti.
Chissà quanti ti hanno detto che ogni errore è un’opportunità. E chissà quante volte hai pensato di mandare a quel paese chi te lo ha detto.
Sei lì, col cellulare ancora in mano e la testa piena di pensieri (e improperi): “Ancora? Non ce la posso fare!” “Ho sbagliato facoltà, università, mondo, universo”…
Respira.
Lo so che è un problema, una rottura di scatole, una palla immensa.
Ma vorrei spezzare una lancia in favore degli errori: questa cosa degli sbagli e dei fallimenti è un po’ sopravvalutata!
Non esiste al mondo nessun essere umano che non abbia mai sbagliato.
Ed è storicamente provato che le personalità più geniali hanno collezionato una serie infinita di errori, senza i quali oggi non avremmo una miriade di strumenti, conoscenze, apparecchiature di ogni genere e tipo.
Il primo passo che puoi fare, è circoscrivere la portata emotiva del tuo errore: in questo caso, la conseguenza principale è che dovrai studiare ancora le stesse cose e ripetere l’esame.
Ma quanto impatta davvero sulla tua vita? Tra qualche anno, ci starai ancora pensando, o non ricorderai nemmeno più il voto che hai preso?
Piuttosto che disperdere energie tra lamentele, disperazioni e mugugni, passa all’attacco.
Perché il vero punto della questione non è smettere di commettere errori.
Il punto è: cosa ci fai con gli errori che fai.
Prendendo gli errori come una sentenza definitiva, come un giudizio su di te, sulla tua persona, sulle tue capacità, sulla tua intelligenza, cosa potrai mai fartene, se non creare le basi per dirti cose orribili e per abbandonare un po’ alla volta ogni strada che presenti qualche difficoltà?
Considera gli errori come segnali stradali: sono solo indicatori che incontri nel tuo cammino, che sia un percorso universitario o di altro tipo: ALT! Presta attenzione, c’è qualcosa a cui dare la precedenza. C’è qualcosa che puoi migliorare.
Ecco 3 strategie pratiche per affrontare un momento di difficoltà agli esami, ritrovare la motivazione e riprendere un po’ di controllo su quanto sta accadendo.
1. L’errore è solo un feedback
Quando sbagliamo, la prima reazione è spesso un mix esplosivo di frustrazione, senso di inadeguatezza, desiderio compulsivo di scavare un bel buco nel terreno e nascondersi dentro a oltranza.
Prendi l’errore per ciò che è: un’informazione preziosa.
Facendo quello che hai fatto fino ad ora, ottieni questo risultato.
Non è quello che volevi? OK, allora ripercorri tutti i passaggi che hai fatto e chiediti cosa, quando e come
- puoi fare di più
- puoi fare di meno
- puoi fare in modo diverso
- puoi smettere di fare
Immagina di camminare per strade sconosciute, in una città straniera.
Vuoi raggiungere la piazza principale, ma a un certo punto ti rendi conto che sei già passato da quell’angolo fiorito che stai notando giusto giusto in quel momento.
L’angolo fiorito è un segnale: capisci che qualcosa non va. Ma cosa?
Controlli il percorso e ti accorgi che all’incrocio precedente, invece che andare da una parte, hai girato dall’altra. Hai girato in tondo!
Cosa fai, molli tutto e torni a casa, in Italia? Ti disperi e pensi di te le peggiori cose?
Sono piuttosto sicura che non accade nulla di tutto questo, prendi l’informazione per quella che è: adesso sai perfettamente cosa fare quando arrivi in quel punto specifico, e come aggiustare la rotta. Dovrai fare solo qualcosa di diverso rispetto a prima.
Semplice, lineare, nessun dramma.
Prendi gli sbagli che fai come angoli fioriti.
Strategia pratica
Scrivi su un foglio il tuo ultimo errore, raccontalo come se l’avesse commesso la persona per te più cara al mondo:
guarda l’angolo fiorito quando spunta, in quale occasione, e nota cosa segnala.
- Cosa le consigli di fare la prossima volta?
- Cosa le suggerisci di cambiare?
- Come può iniziare da subito a prepararsi per evitare di ripetere quell’errore?
2. Un micro passo alla volta
Uno dei motivi per cui succede di sentirsi bloccati, durante gli studi ma anche nella vita, è che l’obiettivo sembra troppo lontano, in cima a una montagna insormontabile. Forse hai già tentato la scalata un paio di volte, e cominci a scoraggiarti.
“Mancano troppi esami”, “Non ce la farò mai”, “Ormai è tardi”.
E’ facile dimenticarsi tutto il percorso già fatto, tutti gli esami o le difficoltà che hai già superato, perché adesso che sono alle tue spalle li dai per scontati, è come se ormai non contassero più.
Ma davvero era stato così facile, prima? Oppure ti stai dimenticando che, all’inizio, anche le cose che hai già superato ti erano sembrate complicate?
In più, ora si aggiunge la nebbia: guardi avanti e non vedi nemmeno chiaro.
La stanchezza comincia a farsi sentire, hai l’impressione che il lavoro da fare sia ancora tanto e che la parte più difficile, impervia, sia tutta da percorrere: la cima? Non la vedi nemmeno più, pare avvolta in una grigia foschia.
Allestisci un campo base e parti da lì.
Strategia pratica
Guarda tutta la strada che hai già percorso, ripercorrila nella tua mente e fai un elenco scritto di tutte le difficoltà e di tutti gli esami che hai superato, in ogni campo: compresa la difficoltà di imparare ad allacciarsi le scarpe o andare in bicicletta.
Perché credi che non valgano?
Perché non ricordi più quanti tentativi, quanti errori, quante cadute hai fatto.
Solo dopo aver elencato tutto, fai il punto: dove sei ora? A che velocità ti senti di poter andare?
Calibra le tue forze per tracciare un nuovo percorso a tappe, stabilisci una nuova tempistica ritagliata su di te, su come ti senti ora.
Basta un primo, piccolo passo per riprendere il cammino:
qual è il tempo minimo che puoi dedicare ogni giorno allo studio? 20 minuti? OK. Concentrati 20 minuti al giorno, e che siano minuti intensi, fitti, senza distrazioni.
Ti sembra poco? Fissa tu il tempo minimo che puoi rispettare sicuramente per dedicarti ogni giorno allo studio, con costanza. Puoi anche decidere di fissare lo studio in termini di pagine: 20 pagine ogni giorno, per esempio, ma tutti i giorni.
Comincia mantenendo il ritmo che hai appena deciso tu, portalo avanti per una settimana.
Alla fine della settimana, con ogni probabilità ti sentirai in grado di poter dedicare un po’ di tempo in più.
Sperimenta il nuovo ritmo che deciderai per la settimana successiva, da rispettare ogni giorno.
Nel giro di pochissimo tempo sarai di nuovo in pista al 100%.
3. Ritrova i tuoi “perché”
A volte, il problema non è l’esame che è andato male in sé, ma la motivazione allo studio: forse hai un po’ perso di vista i motivi che ti hanno portato a studiare, e in questo periodo non riesci a impegnarti più di tanto perché ti mancano i tuoi “perché”.
Anche il corso di studi che sulla carta sembra perfetto, all’atto pratico presenta sempre qualche difficoltà: dalla materia particolarmente ostica a quella che sembra meno utile o noiosa. Un momento di demotivazione, di sfiducia nei propri mezzi o nel percorso scelto, ci può stare.
Del resto, quale percorso è fatto solo di strade dritte? Giusto se vai avanti e indietro per l’autostrada, ma sai che noia! 😉
Di solito, il primo errore che si commette è proprio immaginarsi che per arrivare a un obiettivo la strada sia lineare: ci si limita a inserire qualche tappa intermedia su una bella linea retta. Hai il piano di studi, primo anno tot esami, secondo anno altro tot di esami, e così via, un esame dopo l’altro, fino alla laurea.
Ma non è così: ogni percorso impegnativo presenta qualche curva, qualche salita, un ostacolo improvviso o un vicolo cieco che appare improvvisamente.
E’ quello che fai in questi momenti che fa la differenza: se ti senti in blocco, ecco un’altra strategia da sperimentare.
Strategia pratica
Rispondi a queste domande, in forma scritta e in modo preciso:
- Perché hai scelto proprio questo percorso universitario?
- Quali opportunità professionali ti offre, che ritieni interessanti per te?
- Cos’è che rende queste opportunità così interessanti ai tuoi occhi?
- Che tipo di persona vuoi diventare?
- Come ti sentirai, quando sarai quella persona?
Se trovi facilmente buone risposte, anche la tua motivazione si riaccende.
Se le risposte che ti dai non ti motivano più, potresti aver cambiato idea rispetto alla tua scelta universitaria o rispetto ad alcune scelte professionali.
Succede.
Evita di mollare tutto e subito: valuta se e come è possibile adattare il percorso alle tue nuove esigenze, traccia un nuovo piano e/o confrontati su questi argomenti con persone e professionisti di tua fiducia. Succede anche di cambiare facoltà, esattamente come si cambia lavoro, professione, stile di vita. Spesso c’è bisogno di percorre un pezzo di strada, prima di capire che non è quella per te.
Pensa che non esiste persona al mondo che non abbia mai commesso errori o tentativi.
Una su tutte: Leonardo da Vinci, genio assoluto e universalmente riconosciuto.
Sai quante sue invenzioni, quanti suoi progetti, quante sue idee non hanno mai funzionato?
Era un genio, eppure ha collezionato migliaia di errori. Ma è anche grazie agli errori che ha potuto sviluppare la propria genialità e mettere a punto le sue opere.
Come puoi pretendere di azzeccare ogni cosa al primo tentativo?
Considera gli errori come tuoi compagni di viaggio, perché saranno con te per tutta la vita.
A volte ci potrai scherzare, a volte sarà più difficile, ma è proprio grazie alla loro compagnia che il tuo viaggio sarà ricco di evoluzioni, occasioni per sperimentare, situazioni per imparare, avventure da vivere e condividere.
